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  • Premio Gramsci XVI

  • Ales - Piazza del riccio

    Inaugurazione del murale realizzato da Massimo Spiga.

  • Ales, Cineteatro San Luigi ore 19:00 concerto di musica non tradizionalmente politicizzata

  • Boghes pro Gramsci

    Ales, sabato 23 luglio 2016, ore 18.30

  • RockXGramsci - La conquista dello stato

    Ales, sabato 15 settembre 2018, ore 19.00

Sulla faccia della terra. Presentazione del libro di Giulio Angioni

L’Associazione Casa Natale A. Gramsci di Ales vi invita a partecipare alla presentazione del libro di Giulio Angioni “Sulla Faccia della Terra” (Feltrinelli Indies 2015). A parlarne con l’autore sarà l’antropologo Francesco Bachis. A seguire Alfio Desogus, direttore dell’Associazione RP Sardegna onlus, illustrerà “Il Pentalibro” ovvero “La Lettura Universale”. Coordina Giorgio Serra.

Venerdì 10 luglio 2015, ore 18:30 – Sala Convegni del Comune di Ales

Una notte di luglio del 1258, Mannai Murenu, giovane garzone di vinaio, si ritrova morto e sepolto nella presa e distruzione della città di Santa Gia da parte dei pisani. Settant’anni dopo invece racconta di come si salva e poi con altri si rifugia in un’isoletta dello Stagno di Cagliari, già lebbrosario e adesso sgombra, dopo che i lebbrosi sono stati catapultati a infettare la città assediata. Inizia così la narrazione delle molte avventure di un gruppo di rifugiati nell’Isola Nostra: oltre a Mannai, due sediari, Paulinu servo allo scriptorium di un convento, Vera donzella nobile, Akì schiava persiana, il vecchio ebreo Baruch, tre soldati tedeschi di ventura, Tidoreddu pescatore dello Stagno, il cane Dolceacqua, poi il fabbro bizantino Teraponto e altri fino a oltre un centinaio. Nei guai della guerra si fingono lebbrosi, così protetti dal terrore del contagio. Inventano una vita di espedienti, protagonisti lo Stagno e la voglia di viverci liberi, in una grande avventura collettiva.

http://www.edizionimaestrale.com/IT/Products/243/Sulla-faccia-della-terra


Orchestra da Camera della Sardegna

L’Associazione Casa natale A. Gramsci di Ales, in collaborazione con Culture Festival, vi invita a partecipare al concerto dell’Orchestra da Camera della Sardegna che si terrà lunedì 29 giugno alle ore 20.00 presso la Cattedrale dei SS Pietro e Paolo. L’ensemble, composto da Andrea Pisu (launeddas), Daniele Di Bonaventura (bandoneòn), Corrado Masoni (violino), Simone Pittau (violino), Luigi Moccia (viola), Andrea Pettinau (viola) e Riccardo Asuni (contrabbasso) proporrà musiche di Pisu, Di Bonaventura, Piazzolla, Morricone, Gardel e Peghin.

http://www.orchestradacameradellasardegna.it/


Antonio Gramsci pensatore e rivoluzionario

L’Associazione Casa natale A. Gramsci di Ales vi invita a partecipare alla proiezione del film documentario “Antonio Gramsci pensatore e rivoluzionario” di Fabien Trémeau, Editions Delga. Il lavoro è stato realizzato con il contributo di: Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Casa Museo Antonio Gramsci di Ghilarza, Terra Gramsci, Associazione Casa natale Antonio Gramsci di Ales, e contiene interventi di Alberto Burgio, Angelo d’Orsi, Fabio Frosini, Razmig Keucheyan, Guido Liguori, Domenico Losurdo, André Tosel. La presentazione sarà a cura di Antonello Zanda, direttore della Cineteca Sarda.

Giovedì 7 maggio, ore 19.00
Sala Conferenze del Comune di Ales

La vita di Antonio Gramsci è una vita di battaglie. Contro il fascismo, contro le assurdità della guerra, contro l’ingiustizia. Nel 1926, mentre era allora segretario del partito comunista italiano, Gramsci viene arrestato dal regime fascista. In seguito ad un processo nel corso del quale il procuratore chiede che si faccia il necessario per “impedire a questo cervello di pensare”, Gramsci viene condannato a vent’anni di prigione.
Dalla cella, porterà avanti la sua battaglia a favore delle classi subalterne attraverso la scrittura dei quaderni, che contengono alcuni dei concetti più innovativi del pensiero politico del XX secolo.
Il documentario Antonio Gramsci – Pensatore e rivoluzionario penetra nell’opera ricca ed appassionante del pensatore e dell’uomo politico. Risale alle fonti del suo pensiero e presenta in modo approfondito quei concetti gramsciani (egemonia, blocco storico, Stato integrale, rivoluzione passiva…) che sono ancora, ovunque nel mondo, uno strumento privilegiato di trasformazione della società. Perché in Gramsci, l’azione e il pensiero non possono essere separati. Azione e pensiero sono inestricabilmente legati.


“Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra” Presentazione del libro di Paolo Brogi

L’Associazione Casa Natale A. Gramsci di Ales vi invita a partecipare alla presentazione del libro di Paolo Brogi Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra (Imprimatur Ed. 2014). Il volume racconta gli “eroi”,  della Prima Guerra Mondiale – da Enrico Toti a Francesco Baracca – e le decine di migliaia di soldati che finirono negli ospedali psichiatrici. L’autore Paolo Brogi dialogherà con Angelo Cani, direttore del Cesp Sardegna (Centro Studi per la Scuola Pubblica”.

Martedì 28 Aprile 2015, ore 19:00 - Sala Convegni del Comune di Ales


“Zuighes” di Tonino Cau. Presentazione del libro e concerto.

L’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci di Ales vi invita a partecipare alla presentazione di “Zuighes”, spettacolo musicale tratto dal libro omonimo di Tonino Cau, che si terrà sabato 14 marzo alle 18.30 presso la Cattedrale di Ales. Il nuovo progetto del Tenores di Neoneli ospiterà per l’occasione la cantante Carla Denule e i suonatori di launeddas Orlando e Eliseo Mascia.


“Molto si sa sul periodo “Giudicale” in Sardegna, un’epoca che la maggior parte degli studiosi fa cominciare nel nono secolo dopo Cristo, e che termina nella prima parte del millequattrocento. [...]
Ricercatori e studiosi di ogni sorta hanno dissepolto una grande storia, ancora non del tutto disvelata e a tratti persino oscura, che solo per una serie di sfortunate circostanze non ha consentito ai mitici giudici Mariano IV, Ugone III e soprattutto ad Eleonora d’Arborea di “fare” della Sardegna una nazione indipendente nel cuore del Mediterraneo.
Zuighes niente aggiunge a ciò che si sa, e niente vuole aggiungere in termini di contenuti e dati storici.
Zuighes è un modo originale e senza precedenti di raccontare i fatti salienti della storia del Giudicato d’Arborea: usando la lingua sarda, s’otada logudoresa. Con questa metrica l’autore ripercorre un periodo di oltre tre secoli, e in seimila quattrocento versi tratteggia storia e vicende, descrive personaggi e interpreta sentimenti e speranze di un popolo e di un tempo che si può definire “mitico”.
Emerge tutta la ricchezza della nostra lingua, la sua musicalità, che si esalta negli endecasillabi dell’autore come se in qualche modo, chiedessero di essere “cantati”.
Non a caso, ad una selezione mirata di quei versi appartiene il destino di essere “cantati”, almeno per valorizzare e far conoscere, anche in forma orale e musicale, storie e vicende che riguardano noi sardi e il nostro passato”.


8 marzo 2015. La giornata della Sorellanza

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’ Associazione Casa Natale Antonio Gramsci Ales in collaborazione con AIDOS Sardegna, InMediAzione, Comune di Ales e con il patrocinio della RAS, organizza La Giornata della Sorellanza.

Proiezione del film La vita migliore di Gabriele Meloni e Marco Spanu (Sardegna 2014), con Jasvir Kaur Bhela, Elisabeth Rijo, Mariya Stepanyuk, Huimin Zhang. Partecipano le protagoniste del film.

Domenica, 8 marzo 2015, ore 17.00. Sala Convegni del Comune di Ales.

Il film Quattro storie di donne comuni e coraggiose, alle prese con una quotidianità epica. Eli, un’ingegnere dominicano; Jasvir, un’indiana Sikh; Mariya un’operatrice sanitaria ucraina e Huimin, una operatrice linguistica e culturale originaria della Cina. Queste vite dai percorsi tanto diversi trovano dei punti di contatto: essere mediatrici culturali, madri, ma soprattutto donne immigrate.
La donna immigrata vive in se stessa un processo di trasformazione, attraverso l’educazione dei figli, in una continua tensione per favorire l’inserimento nella cultura ospitante da una parte, e aiutare i figli a non perdere la propria identità dall’altra.
Un documentario per provare a mettere in luce le diverse modalità e i processi di interazione di queste portatrici di diversità, al di là delle generalizzazioni costruitesi nell’immaginario comune.
Un piccolo squarcio di verità, all’interno di quattro vite che come tante altre, ci scorrono inconsapevolmente accanto, ogni giorno. In esse speranze e progetti per un futuro di collettività, da riscrivere ogni giorno, con i gesti e le parole di ognuno di noi. Alla ricerca di una Vita Migliore.


124° Anniversario della nascita di Antonio Gramsci BUON COMPLEANNO ANTONIO

L’Associazione Casa natale Antonio Gramsci di Ales vi invita a partecipare alle celebrazioni per il 124° Anniversario della nascita di Antonio Gramsci .

BUON COMPLEANNO ANTONIO
Sala Convegni Comune di Ales

Ales, 22 gennaio 2015
Ore 17.30 BELLAS MARIPOSAS da Sergio Atzeni ovvero Musica di Parole per amore e per rabbia con Monica Demuru. Testo e regia di Annalisa Bianco. Realizzazione scene Paolo Bruni. Luci e direzione tecnica Andrea Guideri. Scelte musicali Monica Demuru. Realizzazione costumi Carla Cecchi. Musiche originali di Giovanni Guaccero.

Ore 18.30 Premiazione dei Vincitori della Quattordicesima edizione del Premio Letterario Antonio Gramsci. Partecipano: Salvatore Zucca, Giulio Angioni, Gavino Angius, Maria Paola Masala, Lilli Pruna, Alberto Coni, Rossana Meloni. Coordina i lavori Giorgio Serra.
A seguire: GramsciLab Presentazione delle attività per il 2015 con Patrizia Manduchi e Alessandra Marchi. In collaborazione con GramsciLab – Università di Cagliari.

Ales, 23 gennaio 2015
Ore 17.30 Pinuccio Sciola e Walter Porcedda presentano “Un caffè con contorno di jazz”.
Speciale tutto Gramsci”, numero monografico della rivista Il Cagliaritano Gia Editrice, a cura di Claudia Zucca. Con CD allegato Gramsci in concert.
Proiezione del filmato del concerto. Con le voci di Giorgio Baratta e Clara Murtas. Giancarlo Schiaffini al trombone e Adriano Orrù al contrabasso.

Ore 18.30 TALIBAN di Alberto Masala. Poema civile accompagnato dalla musica di Marco Colonna (ance) e Marco Atzei (percussioni). La voce narrante è di Alberto Masala.


I Vincitori del Premio Letterario Antonio Gramsci. Comunicato stampa

Venerdì nove gennaio 2015 si è riunita nei locali della Casa natale di Antonio Gramsci, in Corso cattedrale ad Ales, la giuria del Premio letterario Antonio Gramsci per scegliere i vincitori della quattordicesima edizione del Premio Letterario Antonio Gramsci. La giuria nella persone di Salvatore Zucca, Presidente, Giulio Angioni, Maria Paola Masala e Lilli Pruna, ha attentamente vagliato le 34 opere inedite arrivate ed equamente divise nelle tre sezioni in cui si divide il Premio: Saggistica, Prosa e poesia in lingua italiana, Prosa e poesia in lingua sarda.


Per la saggistica il primo premio è andato a Michele Marseglia per l’opera “Antonio Gramsci. Tracce di vita e di pensiero nelle Lettere e in altri scritti: rivisitazione di una biografia”. Con la seguente motivazione: “Il lavoro ripercorre tutte le fasi della complessa biografia di Gramsci, con scrupolosa attenzione anche a dettagli di cui analizza con intelligenza sia il contesto sia il significato. L’autore è accorto nell’evitare il rischio di vedere in ogni episodio della vita del giovane Gramsci la prefigurazione di ciò che sarà il pensiero del Gramsci maturo. Apprezzabile la capacità di padroneggiare una bibliografia molto ricca. Marseglia già vincitore di una scorsa edizione del Premio è un avvocato, funzionario di Trenitalia e ha all’attivo, presso la casa editrice Aracne, la pubblicazione del volume “La formazione culturale di Antonio Gramsci”.
Il secondo premio è andato all’opera: “Profili paralleli: Antonio Gramsci ed Edward W. Said” di Emiliano Alessandroni, in quanto si tratta di una “Ricerca originale e creativa che tocca temi di portata universale, come il rapporto tra arte e storia, tra critica letteraria per il chiuso del mondo accademico e critica militante, che vede tanti parallelismi tra Gramsci e Said. I riferimenti bibliografici non appesantiscono la lettura”. Alessandroni è un giovane studioso dell’Università di Urbino che ha all’attivo numerosi studi su Gramsci e ha pubblicato due monografie “La rivoluzione estetica di Antonio Gramsci e Gyorgy Lukacs” del 2011 e “Ideologia e strutture letterarie” del 2014.
La Giuria ha ritenuto di segnalare, ritenendole meritevoli per la pubblicazione altre tre opere: “La costruzione dei consigli di fabbrica nella attività teorica e pratica di Antonio Gramsci (Settembre – Dicembre 1919)”, di Remo Mazzacurati; “Antonio Gramsci: Quaderno 22. Americanismo e fordismo” di Alessandra Mambella e “Processi di soggettivazione e assoggettamento da Antonio Gramsci agli studi di genere post coloniali” di Marie Moise.

Nella sezione Prosa e poesia in lingua italiana il primo premio è andato all’opera “Su sessantotto” scritto da Costantina Frau. Si tratta di un “Lungo racconto ricco di cultura, angosce, speranze, illusioni. La protagonista ci comunica il dramma di una esistenza dimidiata tra il forte ancoraggio al mondo di tradizioni e valori di un paese della Sardegna, e l’apertura verso il mondo della cultura, dell’arte, degli studi conquistato al prezzo di indomabile bontà e di grandi sacrifici. Il Sessantotto è vissuto e raccontato da una angolatura particolare e antiretorica. Una galleria di tipi umani e di situazioni rende il lavoro godibile”. Il secondo premio è andato ex equo alla poesia “Diciotto novembre duemilatredici” di Anna Pistuddi e al racconto “Sa terra mea” di Daniele Gasperi.

Nella sezione Prosa e poesia in lingua sarda ha vinto il racconto “Sa notte tribulata de Maria Bonaria” di Vittorio Sella con la seguente motivazione “La constatazione di un affresco distrutto fa scattare nella protagonista anziana il filo dei ricordi di tutta una vita con le sue ansie, le sue speranze, le sue illusioni. Ne scaturisce un quadro convincente alla base del quale c’è un forte senso etico”. Anche in questa sezione il secondo premio è stato assegnato ex equo alle due opere “Illusiones e dolos” di Gonario Carta Brocca e “Nadale” di Maria Francesca Cadeddu.

La premiazione avverrà ad Ales il 22 gennaio 2015 in occasione della ricorrenza del centoventiquattresimo anniversario della nascita di Antonio Gramsci (Ales 22 gennaio 1891- Roma 27 aprile 1937).


Presentazione del libro “Colpi di Scure e Sensi di Colpa” di Fiorenzo Caterini

L’Associazione Casa Natale A. Gramsci di Ales vi invita alla presentazione del libro “Colpi di Scure e Sensi di Colpa” di Fiorenzo Caterini che si terrà venerdì 16 gennaio alle 19.00 presso la Sala Conferenze del Comune di Ales. L’incontro, a cui sarà presente l’autore, sarà coordinato dal professor Gian Luigi Deiana.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Pro Loco Ales e Antica Cartoleria del Corso e con il patrocinio del Comune di Ales.

Per molto tempo i sardi hanno creduto di vivere in una terra arida, una specie di matrigna inospitale, battuta dai venti, priva di risorse naturali. Una terra che finiva per forgiare uomini orgogliosi e vendicativi, dediti alla pastorizia e al banditismo.
In realtà questa iconografia è piuttosto recente, e contrasta nettamente con l’idea che della Sardegna si erano fatta gli antichi. Un’isola mitica, florida, una sorta di terra promessa ricca di risorse, foreste, corsi d’acqua. Questa idea di Sardegna perdura fino ai viaggiatori dell’800, poi, improvvisamente, lascia il campo a quella descritta dal geografo francese Le Lannou negli anni ’30 del 900, che parlava di una sostanziale “mediocrità” della foresta sarda, una visione poi ampiamente ripresa e ripetuta, un po’ pedissequamente, da tutti. Cosa era successo? Cos’è che aveva fatto mutare, nell’immaginario collettivo, la concezione stessa della terra sarda?
Questo libro ripercorre gli anni del disboscamento della Sardegna grazie ad un lavoro interdisciplinare che vaglia i dati statistici, le testimonianze dell’epoca, i documenti, gli aspetti politici, economici, sociali e antropologici, i pareri degli esperti, in particolare dei botanici e dei naturalisti. Un disboscamento iniziato ai primi decenni dell’800, e proseguito per un secolo, con un picco d’intensità negli anni ‘50. La Sardegna entra nell’800 ricca di boschi e ne esce trasformata, arida e povera. E’ stato calcolato che i boschi della Sardegna si siano ridotti di almeno quattro quinti nel corso dell’800.
Potenti forze economiche esterne hanno trasformato, anticipate da una pressante propaganda (la stagione delle riforme dell’800), un sistema sociale e antropologico tradizionale, mutando il rapporto che gli uomini avevano con l’ambiente circostante. Il bosco, strutturato sistema simbolico e fonte perenne di sussistenza, si trasformò in un mero valore monetario, una sorta di giacimento di legname da consumare e trasformare in valuta. Da allora cambierà tutto, l’isola disboscata si avvierà ad accogliere la monocoltura ovina, funzionale al mercato mondiale, come una colonia qualunque.
Una triste continuità storica, caratterizzata dallo sfruttamento delle risorse naturali, a partire dai punici e dai romani, passando per gli spagnoli, per giungere fino al consumo del territorio di oggi, alle lottizzazioni urbanistiche costiere, all’industria pesante e inquinante, alle servitù militari, allo smaltimento di rifiuti tossici.
Ancora oggi, specie nelle aree del terzo mondo, possiamo osservare un analogo sistema di sfruttamento delle foreste, che stravolge la vita delle popolazioni locali introducendo, infine, coltivazioni di tipo monocolturale.
La storia si ripete, in Sardegna e altrove.

Fiorenzo Caterini, classe ‘65, cagliaritano d’origine ma residente a Tempio Pausania è Ispettore del Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale e ha ricoperto per anni l’incarico di responsabile della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Tempio, dove ha condotto numerose inchieste giudiziarie di natura urbanistica, paesaggistica e ambientale. Da sempre si interessa delle problematiche ambientali dell’isola, combinando le competenze professionali con gli studi storici, geografici e antropologici. Scrive sulla testata online SardegnaBlogger.


INTERVISTA A MARIA Spettacolo non-spettacolo dal lavoro omonimo di Clara Gallini


L’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci presenta
INTERVISTA A MARIA  drammaturgia e messa in scena di Gianna Deidda, dall’omonimo lavoro di Clara Gallini, con Gianna Deidda e Michela Benelli.
Ales, 8 dicembre 2014, ore 18.00 – Sala Ex Bar Su Spassiu

“Alla fine degli anni ’70, in una Italia  diversa da quella di oggi, segnata  da un  clima di grande vivacità  sia per la cultura sociale e democratica sia per il movimento delle donne, la Direzione di RADIOTRE, decise di dare grande spazio ai temi della cultura femminile attraverso  un storico ciclo radiofonico dal titolo “Noi, voi, loro, donna”. Il ciclo radiofonico durò per diversi anni e vide coinvolte, fra le altre, straordinari personaggi femminili della cultura, della politica, della società . E quando la redazione di “Noi, voi, loro, donna” chiese  a Clara Gallini  – apprezzatissima etnologa ed antropologa allieva  e collaboratrice di Ernesto De Martino ( fu lui a chiamarla nel ’59 all’Università di Cagliari dove ha insegnato per anni prima di trasferirsi all’Università di Roma la Sapienza) – di collaborare al  programma la ricercatrice fece alla RAI una proposta inconsueta: realizzare una lunga intervista con una anziana donna di un paese dell’interno della Sardegna: terra a cui la studiosa ha dedicato i suoi più importanti lavori e l’Isola per lei, fu soprattutto l’incontro decisivo con le “classi subalterne” nei villaggi dell’entroterra, battuti uno per uno con la sua Seicento da battaglia. E’ dalle “ricerche sul campo”, condotte sotto l’insegna grande del De Martino “meridionalista” degli anni cinquanta, che nascono i suoi notevoli studi sulle feste folkloriche sarde e sui rituali dell’argia, letti a confronto con il tarantismo salentino, che appunto il suo maestro aveva interpretato in via definitiva.

Così nacque L’intervista a Maria, e con una lunga serie di quindici trasmissioni radiofoniche gli ascoltatori di Radio Tre , ebbero modo di conoscere e amare, in un contesto che  proponeva  le voci importanti e conosciute di donne dello spessore di Rossana Rossanda, Rita Levi Montalcini, Chiara Saraceno e altre, la voce, il pensiero, l’esperienza e l’anima forte della signora  Maria che aveva allora circa 70 anni e aveva sempre vissuto a Tonara , paese un tempo terra di pastori, contadini, venditori di campanacci e di torroni, che allora subiva come altri le inevitabili trasformazioni dei tempi.L’intervista si rivelò un confronto a tutto campo, lucido, e stupefacente, tra due donne. Le parole dell’”intervistata” restituiscono l’intelligenza, la fantasia, l’intensità, ma anche il rigore del vivere femminile in quelle che, ancora oggi, a torto sono considerate periferie del mondo. Tema conduttore della conversazione fra le due donne, che faceva seguito da una lunga consuetudine di colloqui davanti al camino, era la trasformazione del ruolo della donna nei cambiamenti della società e il punto di vista su questi cambiamenti di una donna come Maria.

Dopo più di venticinque anni anni quell’intervista è ritornata alla luce e all’attenzione del pubblico oltre che per la pubblicazione in volume ( quasi immediatamente successivo nell’edizione Sellerio e poi, dopo anni in quella dell’Ilisso) per il lavoro teatrale di Gianna Deidda: un’artista sarda di grandissimo talento. Il lavoro teatrale della Deidda ricostruisce quel clima di incontro diretto, quasi di “veglia”. La voce dell’attrice diventa la voce di Maria restituendo le forti emozioni che scaturiscono da quell’incredibile somma di riflessioni, emozioni e antico sapere popolare. Intervista a Maria di Gianna Deidda, non intende però”mettere in scena” quel colloquio ma farsene tramite, non rappresentare l’evento ma trasmetterne l’esperienza.

A rileggerla, a riascoltarla ora, a distanza di venticinque anni, l’intervista non è soltanto la straordinaria e lucidissima testimonianza di un’esperienza di vita e di una visone del mondo, ma anche la cronaca di un incontro fra due donne, diverse per età, formazione, estrazione sociale, provenienza geografica, opinioni, eppure simili per qualità e livello di “coscienza critica” (per usare un’espressione della stessa Clara Gallini) nei confronti della relazione fra il proprio io individuale e la società, il mondo in cui vivono. Scrive Gianna Deidda a proposito del suo lavoro: “Se è vero che le donne della seconda metà del novecento sono state testimoni e protagoniste di una frattura rispetto alle culture tradizionali, se hanno simbolicamente tagliato o creduto di tagliare i fili che le legavano al passato, è forse loro compito recuperare i due capi dei fili tagliati e porgerli, così come sono, alle nuove generazioni, affinché possano usarli, se vogliono, per annodarli, per orientarsi o per tessere nuove tele. In questo senso lo spettacolo non vuole essere e non è uno spettacolo, ma un “passaggio di testimone”. E dall’altro lato è, per chi lo fa, emigrata 25 anni fa dalla Sardegna, un personale ritorno a casa, una richiesta d’accoglienza al proprio paese e alla propria lingua, e un tentativo di tornare, come ogni buon poeta deve fare per poter andare avanti, al primo verso da cui è partito” [...]“


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