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  • Premio di pittura

    Gramsci visto da dietro le sbarre

  • Premio letterario Antonio Gramsci XVII edizione

  • Immaginando Gramsci

    Concorso rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole della Sardegna

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  • Visita la casa natale di Antonio Gramsci

    (solo su appuntamento)

  • Ales - Piazza del riccio

    Murale realizzato da Massimo Spiga.

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I Vincitori del Premio Letterario Antonio Gramsci. Comunicato stampa

Venerdì nove gennaio 2015 si è riunita nei locali della Casa natale di Antonio Gramsci, in Corso cattedrale ad Ales, la giuria del Premio letterario Antonio Gramsci per scegliere i vincitori della quattordicesima edizione del Premio Letterario Antonio Gramsci. La giuria nella persone di Salvatore Zucca, Presidente, Giulio Angioni, Maria Paola Masala e Lilli Pruna, ha attentamente vagliato le 34 opere inedite arrivate ed equamente divise nelle tre sezioni in cui si divide il Premio: Saggistica, Prosa e poesia in lingua italiana, Prosa e poesia in lingua sarda.


Per la saggistica il primo premio è andato a Michele Marseglia per l’opera “Antonio Gramsci. Tracce di vita e di pensiero nelle Lettere e in altri scritti: rivisitazione di una biografia”. Con la seguente motivazione: “Il lavoro ripercorre tutte le fasi della complessa biografia di Gramsci, con scrupolosa attenzione anche a dettagli di cui analizza con intelligenza sia il contesto sia il significato. L’autore è accorto nell’evitare il rischio di vedere in ogni episodio della vita del giovane Gramsci la prefigurazione di ciò che sarà il pensiero del Gramsci maturo. Apprezzabile la capacità di padroneggiare una bibliografia molto ricca. Marseglia già vincitore di una scorsa edizione del Premio è un avvocato, funzionario di Trenitalia e ha all’attivo, presso la casa editrice Aracne, la pubblicazione del volume “La formazione culturale di Antonio Gramsci”.
Il secondo premio è andato all’opera: “Profili paralleli: Antonio Gramsci ed Edward W. Said” di Emiliano Alessandroni, in quanto si tratta di una “Ricerca originale e creativa che tocca temi di portata universale, come il rapporto tra arte e storia, tra critica letteraria per il chiuso del mondo accademico e critica militante, che vede tanti parallelismi tra Gramsci e Said. I riferimenti bibliografici non appesantiscono la lettura”. Alessandroni è un giovane studioso dell’Università di Urbino che ha all’attivo numerosi studi su Gramsci e ha pubblicato due monografie “La rivoluzione estetica di Antonio Gramsci e Gyorgy Lukacs” del 2011 e “Ideologia e strutture letterarie” del 2014.
La Giuria ha ritenuto di segnalare, ritenendole meritevoli per la pubblicazione altre tre opere: “La costruzione dei consigli di fabbrica nella attività teorica e pratica di Antonio Gramsci (Settembre – Dicembre 1919)”, di Remo Mazzacurati; “Antonio Gramsci: Quaderno 22. Americanismo e fordismo” di Alessandra Mambella e “Processi di soggettivazione e assoggettamento da Antonio Gramsci agli studi di genere post coloniali” di Marie Moise.

Nella sezione Prosa e poesia in lingua italiana il primo premio è andato all’opera “Su sessantotto” scritto da Costantina Frau. Si tratta di un “Lungo racconto ricco di cultura, angosce, speranze, illusioni. La protagonista ci comunica il dramma di una esistenza dimidiata tra il forte ancoraggio al mondo di tradizioni e valori di un paese della Sardegna, e l’apertura verso il mondo della cultura, dell’arte, degli studi conquistato al prezzo di indomabile bontà e di grandi sacrifici. Il Sessantotto è vissuto e raccontato da una angolatura particolare e antiretorica. Una galleria di tipi umani e di situazioni rende il lavoro godibile”. Il secondo premio è andato ex equo alla poesia “Diciotto novembre duemilatredici” di Anna Pistuddi e al racconto “Sa terra mea” di Daniele Gasperi.

Nella sezione Prosa e poesia in lingua sarda ha vinto il racconto “Sa notte tribulata de Maria Bonaria” di Vittorio Sella con la seguente motivazione “La constatazione di un affresco distrutto fa scattare nella protagonista anziana il filo dei ricordi di tutta una vita con le sue ansie, le sue speranze, le sue illusioni. Ne scaturisce un quadro convincente alla base del quale c’è un forte senso etico”. Anche in questa sezione il secondo premio è stato assegnato ex equo alle due opere “Illusiones e dolos” di Gonario Carta Brocca e “Nadale” di Maria Francesca Cadeddu.

La premiazione avverrà ad Ales il 22 gennaio 2015 in occasione della ricorrenza del centoventiquattresimo anniversario della nascita di Antonio Gramsci (Ales 22 gennaio 1891- Roma 27 aprile 1937).


Presentazione del libro “Colpi di Scure e Sensi di Colpa” di Fiorenzo Caterini

L’Associazione Casa Natale A. Gramsci di Ales vi invita alla presentazione del libro “Colpi di Scure e Sensi di Colpa” di Fiorenzo Caterini che si terrà venerdì 16 gennaio alle 19.00 presso la Sala Conferenze del Comune di Ales. L’incontro, a cui sarà presente l’autore, sarà coordinato dal professor Gian Luigi Deiana.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Pro Loco Ales e Antica Cartoleria del Corso e con il patrocinio del Comune di Ales.

Per molto tempo i sardi hanno creduto di vivere in una terra arida, una specie di matrigna inospitale, battuta dai venti, priva di risorse naturali. Una terra che finiva per forgiare uomini orgogliosi e vendicativi, dediti alla pastorizia e al banditismo.
In realtà questa iconografia è piuttosto recente, e contrasta nettamente con l’idea che della Sardegna si erano fatta gli antichi. Un’isola mitica, florida, una sorta di terra promessa ricca di risorse, foreste, corsi d’acqua. Questa idea di Sardegna perdura fino ai viaggiatori dell’800, poi, improvvisamente, lascia il campo a quella descritta dal geografo francese Le Lannou negli anni ’30 del 900, che parlava di una sostanziale “mediocrità” della foresta sarda, una visione poi ampiamente ripresa e ripetuta, un po’ pedissequamente, da tutti. Cosa era successo? Cos’è che aveva fatto mutare, nell’immaginario collettivo, la concezione stessa della terra sarda?
Questo libro ripercorre gli anni del disboscamento della Sardegna grazie ad un lavoro interdisciplinare che vaglia i dati statistici, le testimonianze dell’epoca, i documenti, gli aspetti politici, economici, sociali e antropologici, i pareri degli esperti, in particolare dei botanici e dei naturalisti. Un disboscamento iniziato ai primi decenni dell’800, e proseguito per un secolo, con un picco d’intensità negli anni ‘50. La Sardegna entra nell’800 ricca di boschi e ne esce trasformata, arida e povera. E’ stato calcolato che i boschi della Sardegna si siano ridotti di almeno quattro quinti nel corso dell’800.
Potenti forze economiche esterne hanno trasformato, anticipate da una pressante propaganda (la stagione delle riforme dell’800), un sistema sociale e antropologico tradizionale, mutando il rapporto che gli uomini avevano con l’ambiente circostante. Il bosco, strutturato sistema simbolico e fonte perenne di sussistenza, si trasformò in un mero valore monetario, una sorta di giacimento di legname da consumare e trasformare in valuta. Da allora cambierà tutto, l’isola disboscata si avvierà ad accogliere la monocoltura ovina, funzionale al mercato mondiale, come una colonia qualunque.
Una triste continuità storica, caratterizzata dallo sfruttamento delle risorse naturali, a partire dai punici e dai romani, passando per gli spagnoli, per giungere fino al consumo del territorio di oggi, alle lottizzazioni urbanistiche costiere, all’industria pesante e inquinante, alle servitù militari, allo smaltimento di rifiuti tossici.
Ancora oggi, specie nelle aree del terzo mondo, possiamo osservare un analogo sistema di sfruttamento delle foreste, che stravolge la vita delle popolazioni locali introducendo, infine, coltivazioni di tipo monocolturale.
La storia si ripete, in Sardegna e altrove.

Fiorenzo Caterini, classe ‘65, cagliaritano d’origine ma residente a Tempio Pausania è Ispettore del Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale e ha ricoperto per anni l’incarico di responsabile della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Tempio, dove ha condotto numerose inchieste giudiziarie di natura urbanistica, paesaggistica e ambientale. Da sempre si interessa delle problematiche ambientali dell’isola, combinando le competenze professionali con gli studi storici, geografici e antropologici. Scrive sulla testata online SardegnaBlogger.


INTERVISTA A MARIA Spettacolo non-spettacolo dal lavoro omonimo di Clara Gallini


L’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci presenta
INTERVISTA A MARIA  drammaturgia e messa in scena di Gianna Deidda, dall’omonimo lavoro di Clara Gallini, con Gianna Deidda e Michela Benelli.
Ales, 8 dicembre 2014, ore 18.00 – Sala Ex Bar Su Spassiu

“Alla fine degli anni ’70, in una Italia  diversa da quella di oggi, segnata  da un  clima di grande vivacità  sia per la cultura sociale e democratica sia per il movimento delle donne, la Direzione di RADIOTRE, decise di dare grande spazio ai temi della cultura femminile attraverso  un storico ciclo radiofonico dal titolo “Noi, voi, loro, donna”. Il ciclo radiofonico durò per diversi anni e vide coinvolte, fra le altre, straordinari personaggi femminili della cultura, della politica, della società . E quando la redazione di “Noi, voi, loro, donna” chiese  a Clara Gallini  – apprezzatissima etnologa ed antropologa allieva  e collaboratrice di Ernesto De Martino ( fu lui a chiamarla nel ’59 all’Università di Cagliari dove ha insegnato per anni prima di trasferirsi all’Università di Roma la Sapienza) – di collaborare al  programma la ricercatrice fece alla RAI una proposta inconsueta: realizzare una lunga intervista con una anziana donna di un paese dell’interno della Sardegna: terra a cui la studiosa ha dedicato i suoi più importanti lavori e l’Isola per lei, fu soprattutto l’incontro decisivo con le “classi subalterne” nei villaggi dell’entroterra, battuti uno per uno con la sua Seicento da battaglia. E’ dalle “ricerche sul campo”, condotte sotto l’insegna grande del De Martino “meridionalista” degli anni cinquanta, che nascono i suoi notevoli studi sulle feste folkloriche sarde e sui rituali dell’argia, letti a confronto con il tarantismo salentino, che appunto il suo maestro aveva interpretato in via definitiva.

Così nacque L’intervista a Maria, e con una lunga serie di quindici trasmissioni radiofoniche gli ascoltatori di Radio Tre , ebbero modo di conoscere e amare, in un contesto che  proponeva  le voci importanti e conosciute di donne dello spessore di Rossana Rossanda, Rita Levi Montalcini, Chiara Saraceno e altre, la voce, il pensiero, l’esperienza e l’anima forte della signora  Maria che aveva allora circa 70 anni e aveva sempre vissuto a Tonara , paese un tempo terra di pastori, contadini, venditori di campanacci e di torroni, che allora subiva come altri le inevitabili trasformazioni dei tempi.L’intervista si rivelò un confronto a tutto campo, lucido, e stupefacente, tra due donne. Le parole dell’”intervistata” restituiscono l’intelligenza, la fantasia, l’intensità, ma anche il rigore del vivere femminile in quelle che, ancora oggi, a torto sono considerate periferie del mondo. Tema conduttore della conversazione fra le due donne, che faceva seguito da una lunga consuetudine di colloqui davanti al camino, era la trasformazione del ruolo della donna nei cambiamenti della società e il punto di vista su questi cambiamenti di una donna come Maria.

Dopo più di venticinque anni anni quell’intervista è ritornata alla luce e all’attenzione del pubblico oltre che per la pubblicazione in volume ( quasi immediatamente successivo nell’edizione Sellerio e poi, dopo anni in quella dell’Ilisso) per il lavoro teatrale di Gianna Deidda: un’artista sarda di grandissimo talento. Il lavoro teatrale della Deidda ricostruisce quel clima di incontro diretto, quasi di “veglia”. La voce dell’attrice diventa la voce di Maria restituendo le forti emozioni che scaturiscono da quell’incredibile somma di riflessioni, emozioni e antico sapere popolare. Intervista a Maria di Gianna Deidda, non intende però”mettere in scena” quel colloquio ma farsene tramite, non rappresentare l’evento ma trasmetterne l’esperienza.

A rileggerla, a riascoltarla ora, a distanza di venticinque anni, l’intervista non è soltanto la straordinaria e lucidissima testimonianza di un’esperienza di vita e di una visone del mondo, ma anche la cronaca di un incontro fra due donne, diverse per età, formazione, estrazione sociale, provenienza geografica, opinioni, eppure simili per qualità e livello di “coscienza critica” (per usare un’espressione della stessa Clara Gallini) nei confronti della relazione fra il proprio io individuale e la società, il mondo in cui vivono. Scrive Gianna Deidda a proposito del suo lavoro: “Se è vero che le donne della seconda metà del novecento sono state testimoni e protagoniste di una frattura rispetto alle culture tradizionali, se hanno simbolicamente tagliato o creduto di tagliare i fili che le legavano al passato, è forse loro compito recuperare i due capi dei fili tagliati e porgerli, così come sono, alle nuove generazioni, affinché possano usarli, se vogliono, per annodarli, per orientarsi o per tessere nuove tele. In questo senso lo spettacolo non vuole essere e non è uno spettacolo, ma un “passaggio di testimone”. E dall’altro lato è, per chi lo fa, emigrata 25 anni fa dalla Sardegna, un personale ritorno a casa, una richiesta d’accoglienza al proprio paese e alla propria lingua, e un tentativo di tornare, come ogni buon poeta deve fare per poter andare avanti, al primo verso da cui è partito” [...]“


L’Arbitro. Proiezione del film di Paolo Zucca

Venerdì 24 ottobre 2014, presso la Sala Convegni del Comune di Ales, alle ore 18:00, verrà proiettato il film “L’Arbitro” del regista oristanese Paolo Zucca. Sarà presente l’autore.

L’Atletico Pabarile, la squadra più scarsa della terza categoria sarda, viene umiliata come ogni anno dal Montecrastu, la squadra guidata da Brai (Alessio di Clemente), arrogante fazendero abituato a vessare i peones dell’Atletico in quanto padrone delle campagne. Il ritorno in paese del giovane emigrato Matzutzi (Jacopo Cullin) rivoluziona gli equilibri del campionato e l’Atletico Pabarile comincia a vincere una partita dopo l’altra, grazie alle prodezze del suo novello fuoriclasse. Le vicende delle due squadre si alternano con l’ascesa professionale di Cruciani (Stefano Accorsi), ambizioso arbitro ai massimi livelli internazionali, nonché con la sottotrama di due cugini calciatori del Montecrastu, coinvolti in una faida legata ai codici arcaici della pastorizia. Matzutzi riesce a fare breccia nel cuore di Miranda (Geppi Cucciari), la figlia dell’allenatore cieco Prospero (Benito Urgu), mentre l’arbitro europeo Cruciani si lascia coinvolgere in una vicenda di corruzione che lo porterà in un attimo dalle stelle alle stalle: viene infatti colto in flagrante ed esiliato per punizione negli inferi della terza categoria sarda.

  • DATA USCITA
  • GENERE: Commedia
  • ANNO: 2013
  • REGIA: Paolo Zucca
  • SCENEGGIATURA: Paolo Zucca, Barbara Alberti
  • ATTORI: Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Francesco Pannofino, Marco Messeri, Benito Urgu, Jacopo Cullin
  • DISTRIBUZIONE: Lucky Red

(www.comingsoon,it)

 

Le Pietre di Gramsci. Film documentario di David Riondino e Paolo Brogi

Lunedì 29 settembre 2014, presso la sala convegni del comune di Ales alle ore 18, sarà proiettato il documentario Le Pietre di Gramsci di David Riondino e Paolo Brogi. Oltre agli autori sarà presente Antonello Zanda, direttore della Cineteca Sarda – Società Umanitaria di Cagliari. L’iniziativa è organizzata e promossa dall’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci di Ales in collaborazione con Culture Festival.

 Il documentario

Una lunga e affezionata visita al cimitero dei poeti a Testaccio, per occuparsi delle “pietre di Antonio Gramsci” e dei misteri che circondano ancora la vita del fondatore del partito comunista italiano. Partendo dalle pietre – quei piccoli ricordi di devozione che sull’esempio delle tombe ebraiche vengono lasciate di continuo sul sepolcro di Gramsci a Testaccio – ci si deve misurare anche con i misteri che riguardano il pensiero e gli scritti di Gramsci. Come in un nuovo Spoon River che ridà voce ai poeti, primo fra tutti il Pasolini delle “Ceneri di Gramsci”, David Riondino e Paolo Brogi hanno messo a punto questo nuovo omaggio a Gramsci che passa attraverso la voce di altri ospiti del cimitero acattolico di Testaccio come Gregory Corso, Rodolfo Wilcock, Percy Bysshe Shelley.

Un percorso che approda quasi naturalmente, nella quiete del cimitero di Testaccio, agli interrogativi che sono scaturiti dal dibattito in corso su Gramsci, a partire dalla denuncia degli storici Luciano Canfora e Franco Lo Piparo ai quali risponde Giuseppe Vacca. Perché i Quaderni del carcere sono 33, e non 34, come in origine e più volte annunciato dallo stesso Togliatti? Un quaderno «si è perduto»? Gramsci sapeva che Sraffa trasmetteva le sue lettere a Togliatti? Nonostante la successiva «vulgata» del partito, che avrebbe dipinto un Gramsci «morto nelle carceri fasciste», egli passò i suoi ultimi due anni e mezzo in libertà condizionale. È verosimile che in quegli anni abbia smesso quasi completamente di scrivere? E perché non riprese i contatti con i vertici del partito e dell’Internazionale comunista? Alcune di queste domande sono inedite. Tutte aspettano ancora risposte convincenti.

Gli autori

Paolo Brogi, giornalista e scrittore, ha lavorato per “Reporter” (1985-6), “’L’Europeo” (1987-1995), “Il Corriere della Sera “(1996-2009).

David Riondino, cantautore, attore, regista e scrittore, è anche direttore e consulente artistico di diversi teatri che promuovono l’incontro tra generi e artisti di diverse provenienze.


Rock X Gramsci 2014

XI edizione

Ales 12 e 13 settembre, p.zza S.Maria – ingresso gratuito

IL PRIVILEGIO DELL’IGNORANZA


L’Associazione Casa natale Antonio Gramsci di Ales, in collaborazione con l’AMA (Associazione Musicale Alerese) organizza l’undicesima edizione di Rock X Gramsci che quest’anno ha come titolo “Il privilegio dell’Ignoranza”.

Il brano che dà il nome alla manifestazione, selezionato come di consueto fra gli scritti del Gramsci giovane, fu pubblicato sul numero 690 de “Il Grido del Popolo” del 13 ottobre 1917, nella rubrica “Idee e Fatti”. Nel testo, Gramsci pone l’accento sulla necessità, per i diseredati, di istruirsi allo scopo di accrescere la propria capacità critica per poter costruire una nuova società in cui tutti possano accedere ai ruoli di direzione. Per l’intellettuale sardo l’ignoranza è un privilegio della borghesia che i proletari non possono permettersi.

L’edizione di quest’anno, articolata in due serate, apre al jazz. Si inizia venerdì 12 alle ore 19.30 con la presentazione multimediale del libro “Glocal Jazz” dello scrittore Claudio Loi che verrà intervistato da Giuseppe Mocci. Alle 21.30 si esibiranno gli allievi del laboratorio di improvvisazione jazz diretti dal maestro Marco Colonna a cui seguirà il concerto del musicista romano.

Sabato 13 settembre si torna nel solco tracciato dalle precedenti edizioni. Alle 22.00 la docente dell’Università di Cagliari e studiosa di Gramsci Patrizia Manduchi leggerà “Il Privilegio dell’Ignoranza”. A seguire il concerto della band garage cagliaritana No Deal e degli oristanesi Undisco Kidd e il dj-set curato da Agitated Uruguay.

Nella giornata di sabato Rock X Gramsci, in solidarietà con il popolo palestinese, ospiterà un banchetto informativo della associazione Sardegna Palestina.

PROGRAMMA

Venerdi 12 settembre:

  • Ore 19.30 Presentazione del libro “Glocal Jazz”. Giuseppe Mocci intervista l’autore Claudio Loi.
  • Ore 21.30 Saggio del laboratorio di improvvisazione jazz diretto dal Maestro Marco Colonna con gli allievi dell’AMA di Ales
  • Ore 22.30 Marco Colonna in concerto

Sabato 13 settembre:

  • Ore 22.00 Patrizia Manduchi legge “Il privilegio dell’ignoranza” di Antonio Gramsci
  • Ore 22.30 concerto NO DEAL e UNDISCO KIDD
  • a seguire DJ SET con Agitated Uruguay “NOT RIGHT MUSIC SELECTION”

Con il patrocinio di: Comune di AlesRAS

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Sostienici! Dona il tuo 5 per mille all’associazione Casa Natale A. Gramsci onlus

Se vuoi contribuire alle attività dell’Associazione Casa natale Antonio Gramsci di Ales puoi farlo in maniera molto semplice: destinando il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi alla nostra associazione. Ecco come fare.

  1. Apponi la tua firma nello spazio denominato Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 che trovi nel riquadro “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef” dei Modelli CUD, 730-1 e Unico.
  2. Sotto la firma inserisci il Codice Fiscale dell’Associazione Casa Natale A. Gramsci Onlus che è 90010940956.

Grazie per il sostegno.


“La gioiosa macchina da Guerra”. Achille Occhetto ad Ales

“La gioiosa macchina da Guerra”. Achille Occhetto ad Ales

Domenica 4 maggio alle ore 11:00 nei locali del comune di Ales Achille Occhetto presenterà il suo libro “La gioiosa macchina da Guerra. Veleni, sogni e speranze della sinistra”, pubblicato di recente da Editori Internazionali Riuniti. Insieme all’autore dialogherà Salvatore Zucca, già Vicepresidente del Consiglio Regionale della Sardegna e attualmente Presidente della Giuria del Premio letterario Antonio Gramsci. L’iniziativa sarà coordinata da Giorgio Serra, dell’Associazione Gramsci.

La presentazione del libro a cura dell’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci rientra nelle iniziative per ricordare Antonio Gramsci nel settantasettesimo anniversario della morte e ha come titolo “Dal PCI al PDS”.

Il libro, attraverso le parole di Occhetto che ne fu protagonista, affonda la sua analisi nel periodo storico che con la svolta storica della Bolognina portò alla fine del Partito Comunista Italiano e alla nascita del PDS, fino alle elezioni del 1994 che videro la vittoria dello schieramento berlusconiano e la sconfitta della coalizione dei progressisti che lo stesso Occhetto definì “La gioiosa macchina da guerra”. L’autore nel libro confessa che quella definizione nacque per caso durante un suo colloquio con alcuni giornalisti: “Siamo al febbraio 1994, alle soglie delle elezioni politiche, al termine di una faticosa riunione per formare le liste della coalizione dei progressisti, dopo una breve conferenza stampa, vengo avvicinato da un gruppetto di amici giornalisti che mi chiedono come considero quel gruppo che abbiamo messo insieme. Correndo fuori, e prestandomi al gioco pensai di pronunciare una frase scherzosa e sdrammatizzante. Stavo per dire “E’ un’armata Brancaleone” poi mi morsi la lingua e pronunciai la fatidica formula magica. I cronisti risero divertiti, ma fu la frase più riportata dalla stampa in quei giorni” Parte la gioiosa macchina da guerra”.” Nel libro, come scrive nella prefazione Michele Serra, troviamo la storia politica di Achille Occhetto, la sua biografia personale che sono paradigmatiche di ciò che fu nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene, la storia politica del PCI, il partito fondato da Antonio Gramsci nel 1921.

L’appuntamento del paese natale di Gramsci con Achille Occhetto sarà un’occasione per conoscere e riflettere da un punto di vista privilegiato su uno dei momenti più importanti della storia della sinistra in Italia che vide l’ex segretario del PCI protagonista e artefice.  “Molti di quei semi che la sua svolta ha gettato, continua Michele Serra, nel campo ipotetico del futuro devono ancora nascere. E’ troppo presto per i bilanci. La Bolognina è una pagina scritta nel secolo scorso, ma per gli uomini di adesso e di domani. Si tratta solo di aspettare, che tutto ricominci, e qualcosa, finalmente, finisca”.

Giorgio Serra


In ricordo di Emilio Coni, martire di Sutri, vittima del nazifascismo

IN RICORDO DI EMILIO CONI, MARTIRE DI SUTRI, VITTIMA DEL NAZIFASCISMO

Nel novembre 1943 diciotto giovani soldati sardi sbandati dopo gli eventi dell’8 settembre, che avevano trovato ospitalità presso alcune aziende agricole, nell’attesa di imbarcarsi per tornare a casa, vengono catturati in territorio di Capranica da reparti delle SS tedesche, su segnalazione di un delatore, e barbaramente trucidati in località Montefosco, nel vicino comune di Sutri. Solo uno di essi, Fernando Zuddas di Sardara, riesce a salvarsi e raccontare i particolari del massacro. Non tutti i diciassette martiri d Sutri sono stati identificati; fra questi vi è Emilio Coni, di Ales, di soli 24 anni. Il 12 aprile 2014 Ales vuole ricordarlo con una giornata commemorativa organizzata dall’Amministrazione Comunale, dall’Associazione Casa natale Antonio Gramsci e dalla Biblioteca Gramsciana Onlus in collaborazione con la Regione Autonoma Sardegna, l’Istasac e l’Associazione Fitzcarraldo.
Programma:
Ore 9.30, Sala Convegni Comune di Ales, Proiezione del documentario “I Martiri di Sutri” di Dino Sanna
Ore 10,30 Posa di una targa commemorativa, opera dell’artista alerese Massimo Spiga, presso la casa natale di Emilio Coni
Ore 17.30, Sala Convegni Comune di Ales, Convegno commemorativo
-Saluti delle Autorità
-Proiezione del documentario “I Martiri di Sutri”
-”Sbandati, militari sardi dopo l’8 settembre fra renitenza e la scelta”, Aldo Borghesi, ISTASAC
-”Emilio Coni martire di Sutri”, Giuseppe Manias, Biblioteca Gramsciana
-Intervento musicale al pianoforte di Maria Borghesi
Coordina Alberto Coni, Associazione Casa natale Antonio Gramsci


Giornata Internazionale della Donna

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, per il 2014, l’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci, ha il piacere di invitarvi al concerto del Coro Gospel Loving Star. Un evento nato per ricordare le donne di tutto il mondo. L’invito è rivolto a tutti, donne e uomini, giovani e meno giovani. Vi aspettiamo numerosi!


Associazione Casa Natale Antonio Gramsci
Corso Cattedrale, 14
09091 Ales (OR)
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