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INTERVISTA A MARIA Spettacolo non-spettacolo dal lavoro omonimo di Clara Gallini

Scritto da admin on . Postato in Archivio, Ultime news


L’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci presenta
INTERVISTA A MARIA  drammaturgia e messa in scena di Gianna Deidda, dall’omonimo lavoro di Clara Gallini, con Gianna Deidda e Michela Benelli.
Ales, 8 dicembre 2014, ore 18.00 – Sala Ex Bar Su Spassiu

“Alla fine degli anni ’70, in una Italia  diversa da quella di oggi, segnata  da un  clima di grande vivacità  sia per la cultura sociale e democratica sia per il movimento delle donne, la Direzione di RADIOTRE, decise di dare grande spazio ai temi della cultura femminile attraverso  un storico ciclo radiofonico dal titolo “Noi, voi, loro, donna”. Il ciclo radiofonico durò per diversi anni e vide coinvolte, fra le altre, straordinari personaggi femminili della cultura, della politica, della società . E quando la redazione di “Noi, voi, loro, donna” chiese  a Clara Gallini  – apprezzatissima etnologa ed antropologa allieva  e collaboratrice di Ernesto De Martino ( fu lui a chiamarla nel ’59 all’Università di Cagliari dove ha insegnato per anni prima di trasferirsi all’Università di Roma la Sapienza) – di collaborare al  programma la ricercatrice fece alla RAI una proposta inconsueta: realizzare una lunga intervista con una anziana donna di un paese dell’interno della Sardegna: terra a cui la studiosa ha dedicato i suoi più importanti lavori e l’Isola per lei, fu soprattutto l’incontro decisivo con le “classi subalterne” nei villaggi dell’entroterra, battuti uno per uno con la sua Seicento da battaglia. E’ dalle “ricerche sul campo”, condotte sotto l’insegna grande del De Martino “meridionalista” degli anni cinquanta, che nascono i suoi notevoli studi sulle feste folkloriche sarde e sui rituali dell’argia, letti a confronto con il tarantismo salentino, che appunto il suo maestro aveva interpretato in via definitiva.

Così nacque L’intervista a Maria, e con una lunga serie di quindici trasmissioni radiofoniche gli ascoltatori di Radio Tre , ebbero modo di conoscere e amare, in un contesto che  proponeva  le voci importanti e conosciute di donne dello spessore di Rossana Rossanda, Rita Levi Montalcini, Chiara Saraceno e altre, la voce, il pensiero, l’esperienza e l’anima forte della signora  Maria che aveva allora circa 70 anni e aveva sempre vissuto a Tonara , paese un tempo terra di pastori, contadini, venditori di campanacci e di torroni, che allora subiva come altri le inevitabili trasformazioni dei tempi.L’intervista si rivelò un confronto a tutto campo, lucido, e stupefacente, tra due donne. Le parole dell’”intervistata” restituiscono l’intelligenza, la fantasia, l’intensità, ma anche il rigore del vivere femminile in quelle che, ancora oggi, a torto sono considerate periferie del mondo. Tema conduttore della conversazione fra le due donne, che faceva seguito da una lunga consuetudine di colloqui davanti al camino, era la trasformazione del ruolo della donna nei cambiamenti della società e il punto di vista su questi cambiamenti di una donna come Maria.

Dopo più di venticinque anni anni quell’intervista è ritornata alla luce e all’attenzione del pubblico oltre che per la pubblicazione in volume ( quasi immediatamente successivo nell’edizione Sellerio e poi, dopo anni in quella dell’Ilisso) per il lavoro teatrale di Gianna Deidda: un’artista sarda di grandissimo talento. Il lavoro teatrale della Deidda ricostruisce quel clima di incontro diretto, quasi di “veglia”. La voce dell’attrice diventa la voce di Maria restituendo le forti emozioni che scaturiscono da quell’incredibile somma di riflessioni, emozioni e antico sapere popolare. Intervista a Maria di Gianna Deidda, non intende però”mettere in scena” quel colloquio ma farsene tramite, non rappresentare l’evento ma trasmetterne l’esperienza.

A rileggerla, a riascoltarla ora, a distanza di venticinque anni, l’intervista non è soltanto la straordinaria e lucidissima testimonianza di un’esperienza di vita e di una visone del mondo, ma anche la cronaca di un incontro fra due donne, diverse per età, formazione, estrazione sociale, provenienza geografica, opinioni, eppure simili per qualità e livello di “coscienza critica” (per usare un’espressione della stessa Clara Gallini) nei confronti della relazione fra il proprio io individuale e la società, il mondo in cui vivono. Scrive Gianna Deidda a proposito del suo lavoro: “Se è vero che le donne della seconda metà del novecento sono state testimoni e protagoniste di una frattura rispetto alle culture tradizionali, se hanno simbolicamente tagliato o creduto di tagliare i fili che le legavano al passato, è forse loro compito recuperare i due capi dei fili tagliati e porgerli, così come sono, alle nuove generazioni, affinché possano usarli, se vogliono, per annodarli, per orientarsi o per tessere nuove tele. In questo senso lo spettacolo non vuole essere e non è uno spettacolo, ma un “passaggio di testimone”. E dall’altro lato è, per chi lo fa, emigrata 25 anni fa dalla Sardegna, un personale ritorno a casa, una richiesta d’accoglienza al proprio paese e alla propria lingua, e un tentativo di tornare, come ogni buon poeta deve fare per poter andare avanti, al primo verso da cui è partito” [...]“

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