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Fare, dire, sentire L’identico e il diverso nelle culture

Scritto da admin on . Postato in Pubblicazioni

2011.fare.dire.sentire
Autore: Giulio Angioni

Anno: 2011

Editrice: Il Maestrale

Fare, dire, sentire, l’identico e il diverso nelle culture, di Giulio Angioni è un libro plurale, sia nel titolo che per ricchezza di argomenti trattati. I tre verbi del titolo vengono coniugati  al presente e più precisamente vengono coniugati nel mondo presente, o, meglio ancora, nei mondi  del presente.    La seconda parte del libro, quella dedicata al dire, ha un incipit biblico e si chiede “In principio era la parola?” e dopo aver analizzato il potere della parola, continua con un altro interrogativo: “Di chi è il potere?” per chiudere l’assioma verrebbe voglia di dire che il potere è di chi ha la parola e tramite questa comunica se stesso dominando.  Attenzione  suggerisce Angioni, questo era pur vero nelle società pre moderne oggi le cose sono un po cambiate e ce lo ha spiegato Antonio Gramsci e lo ha ribadito Michel Foucault. Il primo quando introduce nella lotta politica il concetto di egemonia e nella storia culturale del nostro paese fa irrompere la cultura subalterna, il secondo coniando il termine biopotere: potere più blando ma più pervasivo, più capace di modellare il corpo, la prassi, i pensieri, i desideri, le paure e le speranze che animano la vita dei singoli e della società.  Insomma alla concezione del mondo delle classi dominanti, che riuscivano a plasmare la società con le loro teorie culturali, giuridiche e politiche, Gramsci ha suggerito che bisogna contrapporre una nuova cultura egemonica che attraverso un nuovo senso comune faccia sentire la voce dei subordinati, subalterni e strumentali e della loro sete di giustizia per sperimentare e praticare una diuturna microfisica del dissenso verso una omnipervasiva microfisica del potere. Se osserviamo la realtà odierna con le lenti di Gramsci, suggerisce Angioni, ci accorgiamo che oggi abbiamo a che fare con nuove forma di subalternità , quindi con nuovi aspetti del senso comune, con nuove filosofie spontanee e con nuove estetiche popolari effimere nel tempo più soggette a mode passeggere e all’egemonia mediatica dei ceti dirigenti.

(Associazione Casa Natale Antonio Gramsci)

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