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Cinque anni che paiono secoli

Scritto da admin on . Postato in Pubblicazioni

2011.cinque.anni.che.paiono.secoli
Autore: Leonardo Rapone

Anno: 2011

Editrice: Carocci

Il testo di Leonardo Rapone ricostruisce l’itinerario biografico e intellettuale di Antonio Gramsci negli anni compresi tra il 1914 e il 1919. Cinque anni che avevano comportato un cambiamento radicale nelle condizioni di vita associata e nella mentalità di masse sterminate di popolazione da sempre rimaste ai margini della storia e con le quali la politica italiana si trovava costretta a fare i conti. Cinque anni che avevano provocato un’insanabile frattura storica tra un passato (ormai remoto) e un presente caratterizzato da nuovi rapporti di forza mondiali e che rendeva ineliminabile il confronto con la rivoluzione russa e il neonato stato sovietico. Pochi anni ma che a Gramsci sembravano pesare come secoli. Rapone instaura un confronto serrato tra la ricostruzione storica di quegli anni e la sterminata produzione giornalistica del giovane Gramsci, mostrando come l’esperienza della guerra e la riflessione su di essa e sugli avvenimenti ad essa riconducibili (la nascita della Società delle Nazioni e l’Internazionale comunista) avessero operato una trasformazione progressiva nella personalità politica e intellettuale del giovane socialista. Non è un caso che il primo articolo analizzato, cui Rapone dedica una lunga disamina critica nel Prologo dell’opera, sia Neutralità attiva ed operante nel quale Gramsci problematizzava la formula, fatta propria dalla corrente riformista del partito socialista, guidata da Claudio Treves e Filippo Turati, della «neutralità assoluta». Articolo che, frainteso, gli sarebbe valso un anno di ostracismo politico da parte del suo partito e che, negli anni, avrebbe dato vita a un dibattito critico volto a individuare, faziosamente, una fase mussoliniana nell’iter politico del giovane Gramsci. Le tematiche affrontate da Gramsci nei suoi articoli, conclude Rapone, «sono una finestra aperta sulle premesse ideali e culturali del suo socialismo, sulla sua lettura del processo storico di costruzione della nazione italiana, sull’analisi delle correnti intellettuali e dello spirito pubblico» (p. 63), un socialismo «non riducibile ad alcuna delle diverse fonti di influenza» (p. 343) alle quali il giovane Gramsci si era avvicinato.

(Associazione Casa Natale Antonio Gramsci)

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