Si è svolta domenica 27 aprile 2025, in occasione dell’88° anniversario della morte dell’intellettuale sardo, la cerimonia di premiazione della XIX edizione del Premio Letterario Antonio Gramsci. La Giuria composta da 𝙀𝙨𝙩𝙚𝙧 𝘾𝙤𝙞𝙨, 𝙂𝙞𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙇𝙤𝙞, 𝙂𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤𝙡𝙖 𝙎𝙪𝙡𝙞𝙨, 𝙄𝙡𝙚𝙣𝙞𝙖 𝙕𝙚𝙙𝙙𝙖, 𝙇𝙖𝙪𝙧𝙖 𝙎𝙩𝙤𝙘𝙝𝙞𝙣𝙤, 𝙇𝙚𝙖 𝘿𝙪𝙧𝙖𝙣𝙩𝙚, 𝙈𝙖𝙪𝙧𝙤 𝙏𝙚𝙩𝙩𝙞 e 𝙎𝙖𝙣𝙙𝙧𝙤 𝘿𝙚𝙨𝙨𝙞̀ ha dunque proclamato le opere vincitrici delle sei sezioni del concorso.
I. Poesia inedita in Lingua sarda – “Premio Peppino Marotto”
Chelu De Londra, Carmine Loru
La poesia Chelu de Londra ha catturato le attenzioni della Giuria per l’idea fondante di mettere in dialogo il cielo della Sardegna con quello della grande metropoli. Nonostante il distacco apparente dalle linee poetiche isolane, il tema dell’allontanamento, quasi fosse una prerogativa degli isolani, è ricorrente nella tradizione letteraria generale. La contrapposizione del cielo, la distanza tra la Sardegna e Londra, non è solo geografica ma emotiva e culturale, dalla nostalgia della terra dove tutto scorre lento fino ai luoghi “Inue totucantos sunt afainados/ A fughire atesu de issos etotu […]”
L’autore, di origine Alghero ma residente a Londra, ha dedicato il premio a sei prigionieri politici, detenuti in Serbia, per avere partecipato alle manifestazioni di piazza contro il governo di Aleksandar Vučić.
II Poesia edita in Lingua italiana – “Premio Maria Fenu”
Al Cosmo domando di Silvia Dorascenzi (Controluna, 2024)
La postura interrogante che si pone alla base della raccolta mette in continua relazione di scambio la poesia e la filosofia, rivelando quanto sia labile il confine tra contemplazione e riflessione. Il domandare mette in tensione linguaggio e desiderio, realizzando, attraverso un uso moderno e sorvegliato della parola, lo scarto rispetto alla realtà nella sua solo apparente oggettività. il risultato è molto efficace e coinvolgente, anche grazie alla vasta apertura all’arte, e al confronto con l’esterno sia geografico – i viaggi- che personale – l’alterità a cui si allude in molti componimenti lirici del volume.
III. Racconto inedito in lingua sarda
Lassa fueddai a mei di Alessandro Garau
Un comune modo di dire che, talvolta, può nascondere il mistero. Delicata storia di ordinaria quotidianità che lascia intravedere suggestioni e insinua la presenza di un mistero che potrebbero accompagnare l’esperienza di chiunque, senza proporre alcuna soluzione.
Il testo espone la storia con semplicità, evitando di enfatizzare l’invenzione che sostiene il racconto, che si colloca al di fuori del tempo.
I dialoghi riflettono la banalità e la profondità degli eventi che segnano il trascorrere del tempo e le modalità delle relazioni interpersonali, mettendo in luce il sentimento delle persone in presenza di fenomeni che oscillano tra il naturale e il soprannaturale. E poi una lettura piacevole.
IV. Romanzo o raccolta di racconti inediti in Lingua italiana. – “Premio Augusta Miscali” – Il Premio è offerto dalla Associazione per Antonio Gramsci di Ghilarza
Ritratti di ombre, Claudia Mandas
L’opera ambisce, in senso simbolico, a fotografare il flusso del tempo attraverso il racconto di uno spazio in sospensione, a rappresentare l’eterocronia come sovrapposizione di tempi differenti e immobili, “mi compiaccio/ in un (non luogo)/ senza tempo” recitano i versi introduttivi, come nelle classiche trasfigurazioni letterarie cimiteriali. Anche la scelta di una forma prosimetrica riprende gli stilemi classici della tradizione letteraria, non senza coraggio considerando la grandezza dei pionieri di tali forme, da La vita nova dantesca in poi. Ma la scrittura dev’essere anche un atto di coraggio se il mondo circostante, a partire dal linguaggio, diventa vacuo. Il luogo delle date e dei nomi e delle potenziali vite da raccontare, diventa per forza di cose luogo di memoria e polifonia, rappresentato dal Cimitero Monumentale di Bonaria (Cagliari), dove ogni ombra è un racconto. L’autrice costruisce una personale enciclopedia dei morti, un archivio che come tale può presentare la possibilità dell’imprevisto. Partendo dagli epitaffi più perturbanti, come nel racconto Efisino, (Cattivo! Perché non ti risvegli?!), si ricostruisce una polifonia tombale dove la lingua non diventa mai banale, né troppo artificiosa, equilibrata nella costruzione di atmosfere crepuscolari. Il dialogo con i morti, “Non preoccuparti, Efisino. Quando sarai arrivato più in alto, lassù, vedrai, mamma ti perdonerà…”, è anche la parte più pericolosa della scrittura stessa, come direbbe Bolaño, la scrittura di qualità è una corsa sull’orlo del precipizio, bisogna «saper ficcare la testa nel buio».
V. Saggistica inedita. “Premio Giorgio Baratta”
Il premio non è stato assegnato.
VI. Fumetto inedito – “Premio Graziano Origa”
OINK!, di Giacomo Pitzalis e Lord Violent (Nicola De Luca).
La grande proprietà tecnica e narrativa degli Autori, unita a un originale tratto grafico e a un uso sapiente del chiaroscuro, esalta il pensiero e la solida coscienza morale di Antonio Gramsci.