LA CATASTROFE DEL BOIS DU CAZIER – Inaugurazione della mostra fotografica e documentale
Belgio, Marcinelle, 8 agosto 1956: un luogo, una data, 262 storie. Un drammatico evento che ha segnato i racconti di miniera e d’emigrazione della seconda metà del secolo scorso, quando 136 minatori italiani, sulle 262 vittime complessive, persero la vita nel disastroso incendio sviluppatosi nelle gallerie della miniera del “Bois du Cazier”.
L’Associazione culturale Casa natale Antonio Gramsci rende omaggio ai tanti “Uomini carbone” che in quelle gallerie invase da fuoco e fumo trovarono la morte, intendendo commemorare il 70° anniversario della catastrofe.
A raccontare per immagini quell’evento, che tenne l’intera Europa con il fiato sospeso, è il fotografo Gianni Sanna, figlio di Tarcisio anch’egli minatore e di Gesuina Podda, nato a Charleroi il 5 agosto 1956, proprio tre giorni prima del dramma.
Il programma prevede inoltre la proiezione di alcuni diaporami sulla vita degli emigrati in Belgio e di cortometraggi storici della terribile catastrofe.
La manifestazione vuole onorare tutti quei lavoratori che hanno dovuto lasciare la propria terra in cerca di un futuro migliore. La maggioranza dei comuni della Sardegna condivide questo triste primato d’emigrazione, che ha visto molti sardi impiegati proprio nelle miniere. Obiettivo dell’iniziativa è infatti quello di far conoscere più approfonditamente il fenomeno migratorio che ha coinvolto l’isola, raccontando attraverso immagini e documenti la vita degli emigrati: dal duro lavoro ai momenti di vita quotidiana.
L’appuntamento è per sabato 29 agosto alle 19.30 presso la sala espositiva della Casa natale di Antonio Gramsci ad Ales. L’iniziativa è organizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e il patrocinio del Comune di Ales.
La locandina