Sabato 11 aprile, alle 18.30, presso lo spazio espositivo della casa natale di Antonio Gramsci ospiteremo la proiezione del film We Are Making a Film About Mark Fisherdiretto da Simon Poulter e Sophie Mellor (insieme con il nome Close and Remote). L’evento, organizzato in collaborazione con il circolo del cinema Laboratorio 28 [il film a Cagliari verrà proiettato il 9 aprile alle 20.30], rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi alla figura e al pensiero di uno degli intellettuali più influenti degli ultimi decenni. Il film, in lingua originale inglese con sottotitoli in italiano, sarà introdotta da Alessandro Cauli, che accompagnerà il pubblico nella contestualizzazione dell’opera e del suo autore.
Creato in maniera collaborativa con il contributo di oltre 70 artisti attraverso Instagram, We Are Making a Film About Mark Fisher è un esperimento cinematografico che si muove tra documentario e riflessione collettiva, offrendo uno sguardo originale sulla vita e sull’eredità teorica di Mark Fisher. Il film non si limita a raccontare una biografia, ma costruisce un percorso immersivo attraverso immagini, testimonianze e materiali d’archivio, restituendo la complessità del pensiero del filosofo britannico. Attraverso una narrazione stratificata, l’opera esplora temi come l’alienazione contemporanea, il rapporto tra cultura e capitalismo e il senso di impotenza diffuso nella società neoliberale. Il film diventa così non solo un ritratto, ma anche un dispositivo critico capace di interrogare lo spettatore sul presente.
Mark Fisher (1968–2017) è stato un filosofo, critico culturale e teorico britannico, noto per la sua capacità di analizzare la cultura contemporanea intrecciando filosofia, politica e musica. Ha insegnato presso la Goldsmiths, University of London, ed è stato autore di saggi che hanno avuto un forte impatto nel dibattito culturale internazionale. Fisher è diventato particolarmente noto anche grazie al blog k-punk, uno spazio digitale in cui ha sviluppato molte delle sue intuizioni teoriche, costruendo un linguaggio accessibile ma profondamente incisivo.
Tra i concetti più rilevanti elaborati da Fisher vi è quello di “realismo capitalista”, titolo anche del suo libro più celebre (Capitalist Realism: Is There No Alternative?, 2009). Con questa espressione, Fisher, partendo dal concetto gramsciano di egemonia, descrive la difficoltà contemporanea di immaginare alternative al sistema capitalistico, percepito come l’unico orizzonte possibile.
Un altro tema centrale della sua riflessione riguarda il rapporto tra salute mentale e condizioni sociali. Fisher ha evidenziato come fenomeni quali depressione e ansia non possano essere letti esclusivamente in chiave individuale, ma vadano compresi anche come effetti di strutture economiche e culturali.  Grande attenzione è inoltre dedicata alla cultura pop, alla musica e ai media, analizzati come spazi in cui si manifestano tensioni politiche e trasformazioni sociali. Fisher ha saputo cogliere, con straordinaria lucidità, il senso di “futuro perduto” che caratterizza molte espressioni culturali contemporanee.
Diversi libri di Mark Fisher sono reperibili presso la nostra biblioteca nella sezione dedicata all’Archivio partecipato delle sottoculture popolari.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Casa natale Antonio Gramsci ODV con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e il patrocinio del Comune di Ales.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

La locandina